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ROTW GTCHAMP - Spa
Scritto il 11/04/2015 da Paulkind alle 22:44




A SPA ANCORA UN SIGILLO DI SCARPA

Piste belle come Spa non ce né sono molte, uno dei pochi veri tracciati rimasti, sul quale gareggiare risveglia nella maggior parte dei piloti un piacere di guida d’altri tempi, genuino, semplice nella sua completezza, avvolgente. Tratti di puro scorrimento framezzati da curvoni veloci e lenti dove più che correre sembra di danzare a ritmo; una sola chicane, retaggio della famosa Bus Stop, che però non disturba nemmeno così tanto, nonostante tali blasfeme ideazioni (almeno per chi è un purista della guida) abbiano snaturato più di un leggendario circuito.
Una pista quella di Spa, dove solitamente lo spettacolo non manca, dove sui lunghi rettifili del Kemmel e della Blanchimont i cambi di posizione sono frequentissimi con staccate furiose; la doppia gara cui abbiamo assistito invece ieri sera è stata un po’ avara di questo, ci aspettavamo francamente qualche emozione in più, ma ciò non toglie che abbiamo comunque assistito a dei bei sorpassi, puliti e da elogiare.
Certamente qualche errorino di troppo lo dobbiamo pure registrare, piccole sviste che purtroppo hanno pregiudicato la gara di qualcuno.
Ma veniamo dunque alla cronaca del doppio evento, che come al solito ha visto le due classi granturismo miscelate nella stessa corsa; la prima cosa che è subito balzata all’occhio, se non altro quale conferma, è stata la velocità della Mercedes SLS GT3. Imbarazzante la facilità con la quale riusciva a recuperare e sopravanzare tutte le altre vetture sul dritto, lo stesso dicasi per le Z4, anch’esse autrici di più d’un sorpasso di velocità pura. Ma come dicevamo Spa è una pista che offre di tutto, per cui chi è riuscito a difendersi sui rettifili con le GT2, ha avuto poi modo di sfruttarne tutte le doti per assicurarsi margini di salvezza nella parte centrale del circuito, dove i grandi curvoni in appoggio erano sicuramente favorevoli alla classe superiore.
Nel server 1, il poleman Poli non riesce a tenere la testa del gruppo e già alla Source è attaccato da Scarpa, il duello si protrae fino al Raidillon dove Poli è costretto ad allargare perdendo così velocità a favore di Scarpa e offrendo il fianco anche a Boga con l’altra M3. Non finisce il primo giro e colui che avrebbe potuto insidiare l’egemonia delle bmw con la propria 458 deve soccombere anche a Roberto che passa in staccata alla Bust Stop. Dietro intanto avvengono dei contatti che penalizzano Bonni e Moro, favorendo la risalita di Bartolotta e Fistarol; proprio quest’ultimo con la SLS ha la meglio in velocità sulla M3 di Max arrivando ad insidiare la 458 di Bonani. Il recupero di Bartolotta farà desistere forzatamente dall’intento Federico che viene toccato e finisce nella ghiaia; i due proseguiranno il proprio personale duello ancora per qualche tornata finchè in un contatto con la Mclaren di Ursino, Bartolotta dovrà cedere le armi. Nelle posizioni più arretrate la Stavelot è teatro di un corposo incidente che coinvolge le vetture di Ursino, Cornacchia, Marchini, Moro, Coccia e Spataro, decretando il prematuro abbandono della corsa proprio di quest’ultimo. Intanto la gara prosegue e le posizioni si assestano, Bonani prova ad insidiare la terza piazza del compagno Poli, ma commetterà un errore alla veloce Pouhon finendo a muro e costringendolo a resistere in extremis al ritorno di Fistarol nelle ultime tornate.
Nel frattempo il duo di testa, Scarpa e Boga, prosegue duellando sul filo dei centesimi il proprio cammino che li vedrà immutati nelle posizioni sotto la bandiera a scacchi; chiude il podio Poli con la 458.
Nel gruppo 2 invece registriamo purtroppo una partecipazione ridotta e subito nel giro di lancio l’ulteriore defezione del poleman Montani, che causa problemi tecnici dovrà ripartire dai box con un giro di ritardo. Il via vede quindi prendere la testa della corsa Reali, seguito da Antonacci, entrambi con le 458, alle loro spalle la SLS di Di Cori e la Z4 di un arrembante Basilico, autore di un’ottima partenza dal fondo della griglia. Nel primo giro buono annotiamo alla Source il tamponamento di Saverio ai danni di Reali, ciò permetterà alla velocissima AMG di Alessandro di passare prima Antonacci e poi di avere la meglio anche sullo stesso Giuseppe, portandosi così al comando. Nelle tornate successive i due della Ferrari continuano a duellare arrivando al contatto e favorendo l’aggancio di Basilico, che proprio in occasione di un mancato affondo di Antonacci su Reali alla Bus Stop, vede offrirsi facilmente l’occasione. Sembra la riproposizione di quanto visto con Di Cori il giro precedente: Basilico stacca su Antonacci alla Source e sul rettifilo del Kemmel passa anche Reali portandosi così in seconda piazza. Il pilota della Ferrari poi nel cercare di riguadagnare la posizione commette un piccolo errore che darà modo ad Antonacci di riportarsi avanti. Dietro Marotta osserva e attende di arrivare sul Kemmel per affondare; grazie alla superiore velocità della sua Z4 passa agevolmente Reali e si mette a caccia di Antonacci. Non dovrà attendere a lungo, qualche giro e di nuovo sul lungo salitone che porta alla esse di Les Combes ha la meglio anche su Saverio; purtroppo quest’ultimo calcola male la staccata e va a tamponare un incolpevole Marotta: ringrazia Reali che sopravanza entrambi portandosi in terza posizione, ma Paolo sarà costretto ad un passaggio ai box perdendo così ogni speranza di podio.
Pochi i piloti in pista, distanti le posizioni e quindi assenti altri duelli di rilievo; davanti Di Cori prosegue nella sua andatura, con qualche sbavatura di troppo, e chiude sul gradino più alto del podio. Dietro ritroviamo un grande e gradito ritorno, quello di Giuseppe Basilico, che chiude in seconda posizione grazie ad una gara determinata e costante. In terza piazza sale invece un Reali che abbiamo visto più volte impegnato a domare la propria 458, non più così docile dopo le troppe bussatine ricevute in gara.
Ora il campionato si sposta per le ultime due gare in calendario sui circuiti nostrani, prima sulle colline del Mugello e quindi in pianura sull’autodromo di Imola; un arrivederci quindi fra quindici giorni in terra toscana.

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